• Edizione di venerdì, 28 aprile, 2017
La Storia della Città

stemmi-folignoL’area circostante fu probabilmente insediata in epoca pre-romana dalle antiche genti umbre. La penetrazione romana avvenne con la realizzazione della via Flaminia. L’etimologia del nome sarebbe da collegarsi ad un’origine sacrale, con riferimento all’esistenza dei culto della dea Fulginia.
Ancora nella seconda metà del sec. XVI erano visibili nell’area sud-orientale di Foligno, vicino a Santa Maria in Campis, numerosi resti archeologici dell’antica Fulginia. Probabilmente l’attività edilizia della città nel ‘500 e nel ‘600 accellerò, con il recupero di materiale da costruzione, la scomparsa di queste memorie.
La successiva individuazione topografica della città romana avverrà attraverso numerosi rinvenimenti che ci consentono di ridisegnarne alcuni tratti. L’antica Fulginia dovette essere abbandonata a seguito delle invasioni barbariche. Probabile che le popolazioni si rifugiassero sul Colle di San Valentino, ad est della città, dove esisteva un insediamento oggi scomparso. Il nome del colle venne accompagnato per tutto il medioevo dall’appellativo di Civitavecchia, forse per distinguere la città vecchia dalla nuova sorta a ridosso del fiume Topino, sulla tomba del martire Feliciano. I resti rinvenuti nella località dove si pensa sorgesse Fulginia, sono di edifici di età romana e di tombe di età romana e preromana: le domus in proprietà De Gregori, in Via Costantíni, in Via Liverani e presso il Ponte d’Antimo, un’insula presso la stazione ferroviaria, resti di un anfiteatro e di un acquedotto. I reperti rinvenuti attestano il maggiore sviluppo del centro di Fulginia per la prima età imperiale.
Merita menzione la costruzione, in età medioevale, di un nucleo edilizio sorto intorno alla tomba del vescovo Feliciano, martire e santo (III secolo). Circondato da mura, esso diviene il Castellum Sancti Feliciani, sviluppatosi poi a tal punto da assumere la nuova configurazione di Civitas Sancti Feliciani, residenza degli abitanti dell’ antica Fulginiae. Nasce così la Civitas nova Fulginii, poi Fulginium.
Situata sulla via Flaminia, una delle principali strade che, proverbialmente, conducevano a Roma, Fulginium era probabilmente priva di mura – un fatto che gli abitanti avranno probabilmente rimpianto dopo il V secolo con la caduta di Roma.
Risparmiata dai Longobardi, assalita e saccheggiata dai Saraceni nell’881, nel 915 e nel 924 fu devastata dagli Ungari. Risollevatasi si ampliò nel Xll sec., grazie anche dell’aiuto ricevuto da Federico Barbarossa che le confermò i privilegi su Bevagna e Montefalco. Foligno divenne punto di appoggiò dei Ghibellini, entrando così in rivalità con la Guelfa Perugia. A gli inizi del XIII sec. passò sotto il dominio della chiesa. Si assiste ad un rinnovamento ed ampliamento delle strutture urbanistiche, favorendo così l’insediamento di attività commerciali e industriali. Corrado Guiscardo, che occupò la città per conto di Federico II nel 1227, riportò al potere i Ghibellini. Divenuta il centro più importante favorevole agli imperatori, fu costretta a sostenere numerose guerre difensive con i comuni limitrofi, soprattutto con la Guelfa Perugia, che rase al suolo Foligno nel 1281.
E’ in questi anni che si svolge la vicenda storica della celebre suora mistica folignate, la Beata Angela (1248-1309) – patrona non solo delle vedove, ma anche di chiunque sia posseduto da tentazioni sessuali. Nata ricca, Angela si era fatta una certa reputazione in gioventù. A tre anni dal suo quarantesimo compleanno, ella si pentì del suo passato adultero e sacrilego, scrivendo infine un libro delle sue visioni mistiche.
Agli inizi del XIV sec. i Ghibellini, guidati da Corrado Anastasi, cedettero ai Guelfi, comandati dal vicario pontificio Rinaldo Trinci che ottenne la signoria della città nel 1310. La Signoria dei Trinci caratterizzò un’epoca fondamentale per la storia di Foligno. Nel 1420, quando assunse il potere Niccolò Trinci, Foligno aveva esteso il proprio dominio su città importanti come Spello e Bevagna, Montefalco e Giano, Assisi, Trevi , Nocera e su molti castelli. L’uccisione di Niccolò Trinci, nel 1424 nel Castello di Nocera, segnò l’inizio della decadenza della dinastia, alla quale pose praticamente fine Corrado III con le folli stragi e vendette di cui si rese responsabile. Nel 1439 I’esercito pontificio occupò Foligno, arrestò Corrado III ed i suoi compagni, poi giustiziati, ponendo fine ad una delle Signorie più illustri di tutta l’Umbria.
Il Rinascimento fu un periodo stabile e produttivo per Foligno. Johann Numeister, pittore e allievo del pioniere della stampa Gutenberg, trovò rifugio a Foligno dopo la sua fuga dall’assedio di Magonza nel 1462. Nel 1470 fu introdotta l’arte della stampa. Una tipografia fu allestita da Emiliano Orfini; nel 1472 uscì la prima edizione della Divina Commedia. Con l’invasione napoleonica, Foligno fece parte della Repubblica Romana (1799) e poi del Regno d’ltalia dal 1809 al 1814, compresa nel Dipartimento del Trasimeno. Partecipò ai moti risorgimentali del 1831 e 1848. Il 14 settembre 1860 con l’occupazione da parte delle truppe del generale Fanti ebbe termine il governo pontificio e Foligno fu annessa all’ Italia unita.
Foligno si espanse in epoca moderna al di fuori del centro storico, verso le piane circostanti. La città, un tempo piccola, si allargò, grazie alla sua posizione in un crocevia stradale e ferroviario.
Durante la seconda guerra mondiale fu sede di un importante aeroporto, di caserme, di scuole militari e di industrie belliche (in particolare aeronautiche). Subì numerosissimi bombardamenti angloamericani che la distrussero all’80%, per questo fu insignita di medaglia d’argento.
Il centro storico della città fu colpito, ma non distrutto, dalle bombe. Per rincuorare i residenti nella ricostruzione del dopoguerra, una associazione locale decise di riportare alla luce una vecchia competizione: la Quintana. La giostra era una tradizione medioevale, che continuò fino al XVII secolo – l’epica che ha ispirato il revival del 1946.
Il 26 settembre 1997, Foligno è stata ancora una volta scossa da un violento terremoto.
La sua forma ovale ormai persa nella ragnatela della periferia, è percepibile dalle colline che la circondano scendendo da Montefalco o lungo la vallata del Menotre. Viali alberati conducono dai quattro punti cardinali alle porte unite dal tessuto ancora percepibile delle mura medievali. Il fiume Topino lambisce le mura del versante nord, mentre un suo ramo interno, in cui sopravvive l’antico corso, attraversa la città in alcuni dei suoi angoli più caratteristici, dove un tempo erano attivi antichi opifici. A ridosso delle mura gli orti, al di là delle porte le piazze intorno a cui si affacciano i monumenti più ragguardevoli. Dalle piazze stesse si diramano le direttrici della città che confluiscono in piazza della Repubblica, tra ricchi palazzi. E’ qui il nodo genetico della città sviluppatasi distendendo le sue singolari geometrie.
Foligno è oggi una vivace città commerciale, la terza più grande dell’Umbria con una popolazione di circa 60.000 abitanti.