• Edizione di mercoledì, 23 Settembre, 2020

Parola allo Zio Mario: “Foligno presa in giro; risalire non sarà facile”

MC
Dicembre09/ 2016

Dopo anni di silenzio torna a parlare senza peli sulla lingua il fondatore di “Cuore Biancoazzurro”.

 

Zio Mario ben ritrovato; dopo tanto tempo possiamo ancora definirti un tifoso del falco? Spiegaci i motivi del tuo allontanamento dal mondo Foligno Calcio
“ Tifoso sempre; quei dieci anni sono stati bellissimi ma anche molto pesanti. Non ho abbandonato il Blasone ,come pensano in molti, perché il Foligno non vinceva più, altrimenti sarei tifoso della Juve anziché del Toro, bensì perché ero stanco di alcune persone che criticavano chi dedicava giorno e notte al Falco. Per me i comportamenti sono basilari; quando sono arrivato a Foligno e ho conosciuto Claudio Santarelli ci fu subito feeling; non ho mai patito gelosia verso di lui e viceversa ma nell’ambito della tifoseria c’era gente che metteva zizzania e a me dispiaceva ”.
Dipingici un ritratto delle società che si sono succedute dai tuoi tempi fino ai giorni nostri
“ Con Zampetti ho avuto tanti screzi. Partirono con 60 soci, alla fine si ritrovarono lui e Diotallevi; in questo sono convinto che abbia influito in maniera determinante quell’atteggiamento un po’ spocchioso del presidente. Innegabile però che in quel periodo assistemmo al grande calcio. Per Damaschi aldilà delle polemiche su facebook parlano i risultati fallimentari: una retrocessione e due campionati anonimi di serie D. Sono convinto che lui i soldi li abbia spesi ma male. Nuccilli tutti sapevano chi era; solo qui qualcuno faceva finta di cadere dalle nuvole e poi Ius: domanda ma che viene a fare uno di Roma a Foligno? Dieci anni fa questa gente sarebbe stata costretta a fare la valigia lo stesso giorno dell’arrivo per tornare da dove era venuta. Bisognava fermarli subito”

Secondo te la responsabilità dell’arrivo di queste figure è da additare alle istituzioni o alla tifoseria ormai troppo molle ?
“Entrambi; ma secondo voi personaggi come quelli che sono e sono stati qui che cercano di acquisire 9/10 squadre, non riuscendoci mai, il sospetto non ti viene di che cosa vengano a cercare di fare? Si doveva ripartire dalla Promozione con un presidente del territorio. Il Foligno era un malato di cancro terminale; sono state fatte arrivare delle persone che nulla potevano per la causa conducendo il falco alla morte. Onestamente in passato molte volte ho cercato un confronto con l’amministrazione comunale: il risultato fu sempre qualche parola di conforto, una pacca sulla spalla e nulla di più ”.

Come vedi il futuro del calcio a Foligno ?
“Anche ripartendo dalla promozione sarà durissima risalire: delle volte non basta comprare giocatori per la categoria. Ci vogliono tante componenti per riemergere una di queste è che tutto l’ambiente remi in maniera univoca dalla stessa parte. Ricordo bene, ai tempi d’oro, che qualcuno storse la bocca perché il sottoscritto decise di passare dalla curva, che era un muro di ultras, alla gradinata dove c’erano settanta persone con l’obiettivo di coinvolgere sempre più tifosi. Il risultato fu 16 pullman a Terni, 4 a Padova etc.”.

Tu hai chiuso la tua esperienza sugli spalti con la gestione Damaschi come direttore generale

“ Si l’ultima iniziativa con Claudio Santarelli fu in collaborazione con le scuole; ci impegnammo una settimana per coinvolgere famiglie e bambini riuscendo a portare allo stadio 1500 persone ma la faccia per la società Foligno ce la metto se dall’altra parte ci sono persone serie. La responsabilità di Damaschi sono quelle di aver lasciato tutto in mano a Nuccilli, i contratti faraonici per dei giocatori di serie d, e poi le troppe le chiacchiere che faceva a porta Romana non hanno mai giovato all’ambiente”.

Quali sono i ricordi più belli che ti porti dentro?

“ A livello di passione penso che siano stati i 10 anni più intensi vissuti a Foligno:Verona, Venezia, Carrara, Terni, Cittadella, Sassuolo….. Prima di ogni trasferta telefonavo a tutti per riempire i pullman. L’emozione più grande fu il gol di Turchi al novantatreesimo contro il Castelnuovo che ci regalò la C1. Fu un boato pazzesco, che non so quando si potrà ripetere. Nonostante ciò qualcuno riuscì a criticare Cherubini (oggi alla Juventus) che in quegli anni azzeccò almeno una ventina di giocatori, gente che oggi milita in serie A, B e lega Pro”.

Tornerai allo stadio con un progetto serio ?

“ Lo zio Mario di una volta non esiste più. Ho 75 anni e mi godo i nipoti. Di dare l’anima per questi colori non ho più voglia ma se mi chiedi se tornerò allo stadio per sostenere il Falco ti rispondo mai dire mai; rimarrò per sempre un grande tifoso del Foligno”.

 

Nella foto lo Zio Mario insieme al calciatore della Lazio e della Nazionale italiana Marco Parolo che iniziò la sua brillante carriera proprio nella nostra citta’

MC