• Edizione di giovedì, 17 agosto, 2017
Curiosità e Tradizioni

LA PRIMA EDIZIONE DELLA DIVINA COMMEDIA
GLI ANTICHI GIORNALI DI FOLIGNO
I CONFETTI DI FOLIGNO
LUCREZIA BORGIA GOVERNATRICE DI FOLIGNO
IL PASSAGGIO DI SAN PIETRO E DI SAN PAOLO A FOLIGNO: I PRODIGI DI CANCELLI
DUE FOLIGNATI VIDERO MORIRE GESÙ CRISTO

Tradizioni:
Foligno è il Centro del Mondo
centrodelmondo
Una tradizione antica di alcuni secoli assegna a Foligno il ruolo importante di trovarsi al CENTRO DEL MONDO! E’ evidente che la centralità geografica nella nostra penisola posta al centro del Mediterraneo, un tempo considerato il mondo conosciuto, ha dato modo alla città di Foligno di essere definita “al CENTRO DEL MONDO”. Nell’Ottocento questo centro era stato individuato con il “tribbio”, l’incrocio delle principali vie cittadini. E’ negli anni ’50 che il CENTRO del MONDO viene definito »…
… Continua

LA PRIMA EDIZIONE DELLA DIVINA COMMEDIA
pointLa prima edizione della Divina Commedia venne stampata a Foligno, probabilmente l’11 aprile 1472 l’edizione di Foligno era già terminata. Anticipa le edizioni, sempre del 1472, di Jesi e di Mantova. L’opera fu stampata da una delle primissime tipografie italiane nei locali dello storico palazzo Orfini, un palazzo di stile rinascimentale che si affaccia sulla piazza della Repubblica, da Iohannes Numeister di Magonza ed Evangelista Mei di Foligno.

GLI ANTICHI GIORNALI DI FOLIGNO
pointFoligno ebbe una tipografia fin dalla prima introduzione dell’arte in Italia, e fu nel 1470, essendo solo stata preceduta da Subiaco nel 1463, da Roma nel 1467 e da Brescia nel 1469. Foligno fu tra le primissime città ad avere una tipografia, come ad avere un giornale. Dei giornali, che forse non erano pubblicati con periodicità regolare, erano ricchi di notizie indiscrete, di racconti mordaci, di satire ed arguzie, tanto che l’autorità se ne dovette occupare e porgli un freno. Si chiamavano nuove, novelle, gazzette, gli scrittori ed i tipografi venivano inquisiti, perquisiti processati e condannati. Questi periodici primordiali si stampavano anche a Foligno. Nel giornale che si stampava a Venezia nel 1570, nel numero del 28 ottobre, si trova da una notizia da Roma che erano stati messi in carcere “alcuni che vendevano le nuove stampate a Viterbo et a Foligno“. Le Gazzette di Foligno del secolo XVII sono importanti e se ne hanno parecchi esemplari; nella biblioteca Planettiana di Jesi si trovano volumi dal 1680 al 1707, la Casanatense in Roma ne ha dal 1691 al 1717, la Strenna Album dell’associazione della Stampa ne ha un esemplare del 1695, altri esemplari ve ne sono raccolti in altre biblioteche italiane. I giornali non avevano nome, ad esempio la prima riga iniziava così: N.20 FULIGNO, 15 Maggio 1691. Poi seguivano subito le notizie da Roma, dalle principali città italiane, dalla Francia, Svizzera, Austria, Germania, Inghilterra, ecc. e nell’ultima riga il nome del tipografo. Le notizie di Roma e di Venezia erano stampate dopo tre giorni, quelle di Milano dopo sei, di Genova e Torino dopo dieci, quelle di Vienna e Parigi dopo sedici, ecc. Il giornale era a quattro pagine, alte 28 cm. e larghe 20, era composto con caratteri molti piccoli. Nel 1707 il giornale si stampava dal Campitelli, dal Mariotti e dal Campana, ma non sappiamo se erano tre giornali distinti oppure uno solo che veniva stampato a seconda del bisogno in diverse tipografie. Il costo dei giornali è un quesito che non sappiamo risolvere in quanto il prezzo non veniva pubblicato. Di giornali stampati negli anni successivi abbiamo la Gazzetta Universale, stampata da Pompeo Campana (abbiamo copie datate 1782, ma forse ne esistevano anche prima), Notizie dal Mondo, stampato da Feliciano Campitelli, ed Estratto da notizie interessanti, di cui abbiamo copie del dicembre 1799.

I CONFETTI DI FOLIGNO
pointUna volta in Foligno vi era grande produzione di cera lavorata, di eccellente carta di filo e di una gustosissima qualità di Confetti, da cui venne il proverbio “Foligno dalle strade inzuccherate“. Per circa 400 anni si fabbricarono Confetti di fama grandissima, celebrati in Italia e fuori come merce assai fina e assai gustosa. I Confetti, che erano molto piccoli, venivano fabbricati e venduti dagli Speziali, i quali si erano già riuniti in corporazione fin dal 1401, questo fa supporre che sin da quel tempo prosperasse in città tale industria. Nei primi del Quattrocento la fabbricazione dei Confetti era giunta ad un grado tale di perfezione, che i folignati potevano farne regali nei momenti e nelle circostanze di maggiore importanza, e le confezioni erano richieste da moltissime corti d’Europa. Per tutto il XVI secolo troviamo scrittori di Itinerari e Geografie (il Sansovino, l’Alberti, l’Abate Ughelli, il Brouckner, e molti altri ancora) tutti concordi nel ricordare come veramente unici i Confetti di Foligno. Nel 1850 si producevano ogni anno non meno di 40.000 libbre di Confetti e non si riusciva ad esaurire tutte le domande.

LUCREZIA BORGIA GOVERNATRICE DI FOLIGNO
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Lucrezia Borgia d’Aragona Duchessa di Biselle, moglie di Luigi d’Aragona, figlio naturale del Re di Napoli, è creata dal Papa Governatrice di Spoleto, Foligno, Assisi, Nocera, Sassoferrato, Visso, Gualdo Bettona Trevi, Bevagna , Montefalco, S.Gemine ed Abbatia di Ferentillo. Il 29 agosto del 1499 Lucrezia Borgia viene nominata dal papa Governatrice dei territori sopra citati e risiedeva a Spoleto. Era solita di chiamarsi Ducissa Spoleti et Gubernatrix Fulginei. Il Comune di Foligno chiese alla Borgia di avere un rappresentante in città per non essere costretti tutte le volte a ricorrere a Spoleto, ed insieme domandarono la conferma ad una certa legge municipale recentemente fatta, con la quale si tutelava la città dalle scorrerie dei banditi e dei ladri. La duchessa rispose dalla rocca di Spoleto il 4 settembre, aderendo alle domande del Comune, ed offrendosi a favorire la città in ogni altra cosa dove sia necessaria l’opera, interpretazione ed autorità nostra. Il 10 settembre 1499 fa suo luogotenente in Foligno, con cura di detti luoghi, Alberto Leoncilli. Nell’agosto del 1500 Lucrezia Borgia non era più Governatrice di Foligno, ma i folignati dovettero conservarne gradita memoria, poiché quando essa nel 1502 da Roma andò come sposa al Duca di Ferrara, il Comune di Foligno le fece, nel suo passaggio per questa città feste assai sontuose; la Duchessa giunse in Foligno il 13 gennaio e gli ambasciatori del Duca di Ferrara narrando lo splendido incontro che ebbe in Foligno, scrissero che “qui in Foligno è stato fatto il migliore accoglimento e maggiori testimonianze di letizie che in altri luoghi fuori di Roma“.

IL PASSAGGIO DI SAN PIETRO E SAN PAOLO A FOLIGNO: I PRODIGI DI CANCELLI
pointNelle vicinanze di Foligno, vive la famiglia Cancelli, nella località denominata appunto Cancelli. Tutti i figli maschi sono dotati di poteri miracolosi per la guarigione delle malattie reumatiche. Tale potere loro lo ricevettero dagli Apostoli San Pietro e San Paolo, quando predicarono la fede in quelle parti, e che è stato trasmesso ai posteri sino al giorno d’oggi. Sotto il regno di Nerone, durante la persecuzione verso i cristiani, i SS. Apostoli Pietro e Paolo, che andavano predicando la fede per le montagne attorno a Foligno, una notte tempestosa si fermarono in una piccola capanna occupata da due coniugi chiamati Cancelli. Essi erano poveri all’estremo, e la donna per maggior disgrazia era cieca. Gli Apostoli che erano mezzi sfiniti per il freddo e la fame, supplicarono per essere ricoverati, e la povera donna, che stava sola in quel momento rispose: < Buoni padri miei pellegrini, non vi posso aiutare, perché io non posso distinguere la notte dal giorno. Mio marito è andato fuori a cercare del cibo, perché noi non abbiamo niente in casa ed abbiamo consumato il nostro ultimo barile per fare il fuoco >. Essi risposero con il rendere la vista alla donna, dicendole che guardasse alla credenza. La sua sorpresa fu enorme nel trovare cibo in abbondanza. Allo stesso momento ritornò il marito a mani vuote, e vedendo quello che era successo durante la sua assenza, venne alla conclusione che i suoi visitatori non erano uomini ordinari. Egli diede dunque loro il benvenuto ed assieme a sua moglie li trattò meglio che poteva, e la mattina gli Apostoli presero commiato con molti ringraziamenti. Dice la tradizione che quando si erano allontanati dalla capanna un tiro di fucile circa, al punto adesso segnato da una cappella, essi discorsero tra loro e dissero: < Questa buona gente ha fatto tanto per noi e non gli abbiamo lasciato una durevole benedizione in ricambio delal loro carità, ritorniamoci, facciamo qualche cosa per essi >. Così ritornarono sui loro passi, e con un segno di Croce ed una benedizione, guarirono il marito che soffriva di reumatismi, ed in più aggiunsero queste parole: < Per riguardo della grande carità che voi avete mostrata ai servi di Gesù Cristo, noi, Apostoli di Lui, nel suo nome, conferiamo a voi ed a tutti i figli maschi che direttamente discenderanno da voi ed abiteranno in questo luogo, il potere di guarire le malattie reumatiche fino alla fine dei secoli; col mezzo della preghiera e del segno della Croce. Voi non domanderete mai un premio per fare questo, ma potrete accettare tutto quello che vi si offrirà. Voi non sarete mai ricchi, ma non vi mancheranno mai le cose necessarie alla vita >. Gli Apostoli se ne andarono e da quel giorno fino ad oggi la promessa è sempre adempita.

DUE FOLIGNATI VIDERO MORIRE GESÙ CRISTO
iscrizione-latinapointSi legge nei Vangeli che, presente alla crocifissione di Gesù Cristo, vi era Cornelio Centurione, con i suoi soldati, allora destinati a Gerusalemme. Essi erano presenti alla Crocefissione di Gesù, ascoltarono le ultime parole ed assistettero alla sua morte: videro la Madonna, le Marie, San Giovanni Evangelista, ecc. Si spaventarono del terremoto, delle tenebre impreviste, e scesero dal Monte mentre Cornelio Centurione diceva VERE HIC HOMO FILIUS DEI ERAT. E glorificava Iddio dicendo: VERE HIC HOMO IUXTUS ERAT. E’ poi naturale supporre che, tanto Cornelio quanto i suoi, dovettero essere informati della Resurrezione del Signore, e di tutto quanto accadde poi. Di Cornelio Centurione si sa che San Pietro lo istruì e lo battezzò ma dei suoi soldati non si sa nulla, e ci è rimasto solo il frammento epigrafo che conserva il nome di molti militari, e le loro patrie. Due di questi soldati, testimoni sul Calvario della morte di Gesù, erano di Foligno. I loro nomi erano CALPURNIUS, MAXIMUS FULGINII e SENECA FULGINIIS. Di quest’ultimo si legge il nome in una iscrizione inedita di Lucignano d’Arezzo. Calpurnio e Seneca, tornati a Foligno, parlarono ai concittadini di Gesù, della sua morte e della Resurrezione. Non si hanno fonti storiche che testimonino la loro conversione al cristianesimo, tuttavia è certo il fatto che la loro testimonianza ha lasciato tracce nella storia delle tradizioni cittadine.