• Edizione di mercoledì, 25 Novembre, 2020

Stress da lavoro, la Cisl lancia l’allarme

eris
Maggio06/ 2016

Non si tratta di un problema saltuario, ma di una questione aperta che trova riscontro anche in argomentazioni mediche e in pratiche attivate dai patronati. Lo stress da lavoro investe sempre più lavoratori e preoccupa il mondo sindacale. Per questo la Cisl di Foligno ha avviato una serie di incontri per approfondire la questione e per riuscire a trovare soluzioni ad un problema che non sempre viene riconosciuto nell’immediato.

“Lo stress nel lavoro pubblico” è stato il primo seminario che si è tenuto il 3 maggio a Foligno e che è stato coordinato dal segretario regionale della Cisl Pierpaola Pietrantozzi. “Un argomento di grande attualità – ha spiegato il segretario- in quanto in questi ultimi anni il fenomeno si è allargato in modo esponenziale sia nel settore pubblico che privato”. E proprio di quest’ultimo si tratterà nel prossimo appuntamento.

Quindi massima attenzione al contesto pubblico, alla sanità, alla scuola, al penitenziario, ai vigili del fuoco sino ad arrivare ai servizi postali.

Un approccio sindacale, ma anche scientifico, quello di martedì scorso che si è arricchito degli interventi dei dottori Armando Mattioli e Giuliano Bussotti, rispettivamente responsabili del servizio prevenzione e sicurezza ambiente e lavoro Area Nord Uslumbria2 e responsabile dello sportello Mobbing Uslumbria2.

Tra le ragioni che inducono in modo diretto e indiretto fattori stressanti nel lavoro quello del “guadagno ad ogni costo” e quello dei tagli lineari di risorse finanziare dedicate ai servizi alla comunità. A portare le proprie testimonianze a riguardo i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e dei delegati dei vari settori. Una situazione, che secondo quanto testimoniato dal responsabile dell’Inas Marcello Barni, non trova riscontro, se non per pochissimi casi, nei numeri delle pratiche attivate dal patronato.

Da questo, il bisogno di un’azione sindacale forte da associare al potenziamento di servizi di supporto nell’ambito della sanità, anche in ottemperanza alla Legge regionale 18 del 2005. Una norma, come è emerso dai sindacalisti intervenuti, che dimostra sensibilità da parte dell’Umbria su certi temi, ma che necessita di continuità nel sostegno finanziario.

Il dottor Stefano Stefanucci, nella sua duplice veste di medico e segretario generale Cisl Medici Umbria, ha chiuso i lavori evidenziando che tra gli elementi peggiorativi nello stress del lavoro pubblico ci sono il mancato rinnovo dei contratti di lavoro da otto anni, il blocco del turn- over e la conseguente organizzazione sempre più precaria.

eris