• Edizione di lunedì, 21 Settembre, 2020

Celebrata la festa della Repubblica

eris
Giugno03/ 2016

“Il 2 giugno non è solo una data da ricordare e celebrare nel modo più solenne ma un’occasione per ribadire il legame profondo che unisce i percorsi e i destini di ogni cittadino a quelli della comunità in cui viviamo, a quelli della nostra Repubblica”. Lo ha detto a Foligno la vicepresidente della Camera dei deputati, on. Marina Sereni, in occasione della Festa della Repubblica

La Sereni ha sottolineato, tra l’altro, che “è lì, nella Resistenza, che affonda le sue radici la nostra Repubblica. E’ grazie a quella rinascita civile e morale che si sono potuti affermare i principi fondamentali della nostra Costituzione”. A proposito delle riforma costituzionale in atto, l’on. Sereni ha posto, tra l’altro, l’accento sul fatto che “la nostra è una crisi democratica profonda, per molti versi senza precedenti.

L’Italia ha bisogno, per uscirne, di una democrazia che decida. Con tutti i pesi e contrappesi che servono a garantire il suo buon funzionamento. Ma che decida. Nei modi e nei tempi adeguati alla velocità e alla complessità del nostro tempo. Insomma, davvero quella del 2 giugno non è una data solo da ricordare e celebrare. Riflettere sulle scelte compiute allora e sul cammino compiuto fin qui dal nostro Paese e dalle nostre istituzioni, è anche il modo per guardare al futuro con la giusta consapevolezza di quel che siamo e dei compiti, non semplici che ci attendono. Tutto è cambiato, è vero, e molto cambierà ancora. Ma non c’è dubbio che se vorremo riuscire, dovremo essere capaci di recuperare almeno in parte lo spirito, la visione e il coraggio politico che dimostrò di avere quella generazione di grandi italiani”.

Nel suo intervento il sindaco di Foligno, Nando Mixsmetti ha affermato che “oggi celebriamo il 70° anniversario della Repubblica: è la festa dell’Italia e degli italiani che, con il referendum popolare del 2 giugno del 1946, scelsero di dare al Paese un futuro di democrazia, di libertà, di diritti e di solidarietà, dopo la drammatica esperienza del fascismo e della seconda guerra mondiale. Erano tempi difficili, di povertà, di sofferenza ma in cui c’era la voglia di ricostruire tutti insieme, facendo prevalere il senso di responsabilità e l’interesse generale della comunità. Un quadro diverso da oggi, dove troppo spesso le istituzioni diventano teatro di beghe interne a gruppi e partiti e le ambizioni individuali tendono ad essere anteposte al bene comune. Dal quel 2 giugno del 1946 – ha proseguito Mismetti – il cammino per la completa affermazione della nostra Repubblica è stato denso di difficoltà e non può dirsi compiuto. In questi 70 anni, grazie alla Repubblica e alle istituzioni democratiche, l’Italia ha conosciuto la pace, è cresciuta dal punto di vista economico, sociale, culturale, dei diritti. Uno sviluppo che l’attuale situazione di crisi sta mettendo in discussione, allargando le disuguaglianze, mettendo a rischio la coesione sociale, aumentando la distanza fra cittadini e istituzioni. In questo quadro è necessario ritrovare lo spirito di coesione e speranza di 70 anni fa, il senso forte di appartenenza alla comunità, il rispetto per le istituzioni democratiche che hanno permesso al nostro Paese di vivere nella pace e di affrontare e superare i momenti difficili, come la lotta al terrorismo e alla mafia. Se ieri la principale preoccupazione era quella di costruire un Stato di diritto unito, libero e democratico, oggi siamo chiamati a consolidare questa identità in un contesto generale complesso, segnato da nuove emergenze”.

Nel corso della cerimonia, presenti l’associazione Filarmonica di Belfiore e il picchetto d’onore del centro di selezione e reclutamento dell’Esercito, è intervenuta il soprano Alessandra Ceciarelli.

 

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